Il Cambiamento climatico visto da un comunista

Fridays For Future(FFF)

Quello del cambiamento climatico è oramai un tema onnipresente; guardando un TG, leggendo un giornale, si potrà sempre leggere un articolo riguardante la crisi ambientale che sta devastando il nostro pianeta. Prima di tutto è importante sapere che cosa ha provocato questo disastro, per poter poi capire di chi sia la colpa e per poter proporre soluzioni valide a salvare la Terra da un’eventuale catastrofe naturale. Il problema dell’inquinamento comincia durante la prima rivoluzione industriale, quando dal piccolo artigiano e alla classe contadina si passa alla grande industria e alla classe operaia. La chiave di questo enorme progresso è stata la capacità dell’uomo di sfruttare l’energia termica proveniente dal carbone (minerale altamente inquinante). Con la seguente intensificazione dell’industria, la produzione di gas nocivi è salita drasticamente, rovinando in tempo relativamente breve (solo 3 secoli) un pianeta la cui vita risale a milioni di anni fa. Un’altro serio problema riguardante l’inquinamento, stavolta di acque e non solo, è quello da plastica, in quanto è un materiale poco deperibile, che ha “decomporsi” ci mette fino a 1000 anni. Il problema della plastica, che oramai ha invaso il mondo e i mercati, è ancora più moderno, in quanto risale alla fine del secolo scorso. Il polverone dell’inquinamento è scoppiato con il famoso Sciopero per il futuro (ormai venerdì per il futuro), sollevato da Greta, una ragazzina di 16 anni. A prima vista si può lodare l’opera di Greta, e riconoscerla come l’eroina dell’ambiente. Peccato che dietro a tutto ciò c’è la famiglia, appartenente all’alta società, che quindi le può pagare viaggi, permettere di saltare scuola ogni venerdì e darle addirittura la possibilità di parlare davanti ai membri dell’ONU. Dunque una delle prime cause del successo di Greta è dovuto alla vicinanza della famiglia ai potenti che i media dicono essere invece gli avversari di Greta. Un altro motivo per cui Greta non è realmente l’eroina dell’ambiente è che segnala solo il problema, senza proporre soluzioni: in parole povere, essa affida il futuro del pianeta nel buon cuore dei grandi proprietari industriali (che ovviamente non sono interessati ad altro se non al loro profitto). Una cosa buona di questa faccenda, però, sta nel fatto che sempre più persone stanno scendendo in piazza per contrastare l’olocausto ambientale (tra cui si trovano anche i comunisti). Nell’ultima manifestazione a Roma, per esempio, erano presenti 200000 giovani e no. Ma una manifestazione pacifica non basta a far cambiare idea alla borghesia. Va quindi trovata una soluzione. Per prima cosa va analizzata la causa dell’inquinamento, ovvero le fabbriche e il mercato dominato dalla plastica. Dunque, come già detto prima, è una questione puramente di interessi personali dei pochi appartenenti alla classe dominante, che è quella borghese. La base del problema è quindi il capitalismo è il consumismo sfrenato e senza regole. La soluzione può essere neutralizzare i profitti personali delle industrie e regolare la circolazione della plastica sul mercato. In poche parole, la risposta a tutto ciò è il socialismo è il comunismo, la massa, la rivoluzione, che sono gli unici elementi in grado di far tremare per davvero la classe dominante. Solo l’unione dei giovani, direttamente interessati al problema, può salvare il pianeta, e va fatto in fretta prima che sia troppo tardi.

(Articolo di Riccardo)

Intervista alla “Giovine Italia”,manifestazione del 12 Ottobre

1-Il 12 ottobre si terrà la vostra manifestazione contro la Ue, per un ripristino della sovranità nazionale italiana. Da chi è partita questa iniziativa?
L’iniziativa è partita alcuni mesi fa, quasi casualmente, da una lettera che ci mandarono i compagni(ed amici) di P101. Accennavano all’idea di poter organizzare una manifestazione per il recupero della sovranità popolare e costituzionale dell’Italia. Dopodiché, ci siamo visti a Firenze con altre associazioni e abbiamo deliberato alcune decisioni, fra cui chi farà parte dei primi 150 firmatari e del comitato promotore. Da lì poi è nato il sito e tutta la piattaforma che c’è oggi.
2-È possibile, a vostro avviso, conciliare attraverso un’unione degli stati europei, gli interessi delle classi più deboli? Se sì, credete che l’Europa attuale si muova in questa direzione?
Ripartendo dalla frase di Lenin (“gli stati uniti d’europa o impossibili o reazionari”), ci viene spontaneo pensare che il grande rivoluzionario avesse ragione, almeno sotto un sistema capitalista. L’Europa attuale si muove assolutamente su altri binari, lo fa coscientemente , ed è stata creata per precisi motivi : la superiorità dei padroni e soprattutto dell’asse franco-tedesco.Il comitato raccoglie diverse anime, tutti accomunati dalla volontà di salvaguardare ciò per cui sono morti migliaia e migliaia di italiani, ossia la nostra Libertà. Invitiamo pertanto a leggere e a condividere l’appello contenuto al sito http://www.liberiamolitalia.org
3-Cosa differenzia la vostra voglia di sovranità dal sovranismo di destra?
La nostra voglia di sovranità è lecita. È il rispetto della costituzione del 1948, che va difesa come i partigiani difesero i valori democratici durante il ventennio di dittatura fascista. Non è possibile che poco dopo 60 anni la costituzione sia calpestata in tal modo, non fa onore all’amor di patria dei partigiani. In succo, il sovranismo di destra è difesa degli interessi della borghesia nazionale. Il nostro è difesa strenua della sovranità democratica del popolo, contro anche suddetta borghesia.
4-È più efficace un internazionalismo che guidi la classe operaia o un sovranismo che tuteli gli interessi del proletariato nazione per nazione?
L’internazionalismo è, per noi, base ideale tanto quanto il patriottismo, e strettamente correlato ad esso. Crediamo fortemente in patrie sorelle che collaborino fra di loro, pensiamo che ciò non sia solo assolutamente possibile, ma profondamete giusto. L’Umanità sta alla nazione come l’individuo sta a questa. Ciò che deve essere compreso, da subito, è che l’uscita dall’unione europea non è un passo indietro nei confronti dell’internazionalismo, bensì (incredibilmente) un passo in avanti sostanziale. L’ue è la vittoria delle classi privilegiate sulle più povere, rappresenta un colonialismo del XXI secolo. Quindi, in conclusione, la sovranità degli stati è necessaria. L’autodeterminazione dei popoli è un pilastro fondamentale dell’internazionalismo, noi rivendichiamo questo diritto per ogni popolo, ivi compreso quello italiano. Ci chiediamo cosa abbiano nella testa coloro che osannano i patrioti palestinesi o cubani e allo stesso tempo etichettano ogni patriota italiano come fascista.
5-La Giovine Italia prende ispirazione anche dalle esperienze mazziniane. Come pensate di conciliare l’interclassismo mazziniano con la lotta di classe marxista?
Mazzini e Marx avevano una prospettiva opposta, l’uno idealista, l’altro materialista, vennero cresciuti ed educati in contesti culturali ed economici diversissimi subirono influenze diverse: non potevano che nascerne ragionamenti diversi, ma che collidono coi fini, seppir presentati in modo peculiare. Lo stesso Mazzini scrisse di condividere il fine del comunismo, ma di disprezzarne i mezzi, poiché l’esclusiva esaltazione dell’interesse materiale non elimina il privilegio, ma punta a sostituirlo. Il suo interclassismo non si riferisce al contenuto delle istanze, ma dalla capacità delle persone di partecipare al movimento rivoluzionario a prescindere dalla classe sociale, poiché chiunque può arrivare a capire dove risiede il giusto. Ovviamente questa prospettiva totalmente idealista era ripudiata da Marx, che lo chiamava non a torto col nomignolo di “Teopompo”. Tuttavia, nonostante le prospettive differenti, erano entrambi avversi al liberalismo, era per l’eliminazione delle classi e del salario, considerato elemento di giogo per i lavoratori. Ci sono molti punti in comune, quello che conta è saper avere un approccio anti-dogmatico e aperto a nuovi stimoli, anche se questi appaiono come scandalosi. Come diceva Mazzini, ognuno porta una sua pietra al tempio della verità.
6-Cosa ne pensate della situazione politica dell’Italia? Che passi in avanti sono stati fatti dal punto di vista del recupero presunto della sovranità ?
Non sono stati fatti passi in avanti, questo governo può essere scambiato senza problemi per un governo di centro sinistra. Da salvini l’ala sovranista italiana si aspettava molto, più che da Di Maio che era sempre stato considerato più cauto sull’Europa. I minibot avevano riacceso le speranze di molti, ma ancora una volta la Lega si è sottomessa alla parte di governo più europeista.
7-Quanto incide il problema Legalità nella vita di tutti i giorni in Italia? Quale potrebbe essere una possibile soluzione? La sovranità si recupera anche in questo modo?
La legalità è un tema fondamentale, la sovranità può essere una soluzione ma sicuramente in questo ambito non basta. Va ricreata una cittadinanza. Bisogna ricordare chi ha perso la vita nella lotta contro le mafie, soprattutto dopo i recenti scandali che hanno fatto emergere avvenimenti gravissimi (le macchine di Falcone blindate solo alla mattina). Lo stato non deve mai abbassare la guardia.
8-Come deve essere la Sinistra del XXI secolo?
La sinistra del XXI secolo deve recuperare se stessa. La sinistra deve comprendere che le posizioni post marxiste, che ha preso dopo la caduta del muro, non solo non hanno funzionato ma ne snaturano il contenuto: democrazia, socialismo, libertà, sovranità popolare, questo è sinistra, il resto è paccottiglia piccolo-borghese. Siamo, ahimè, tornati ad una sinistra premarxista, incapace di leggere l’attualità, di comprendere che la sovranità è il fulcro dell’azione politica. Quando comprenderà ciò, la sinistra riuscirà(di conseguenza) a riavvicinarsi ai ceti deboli. Ma deve farlo velocemente, incredibilmente la destra è molto attraente fra i ceti popolari e i giovani.
9-Qual è lo scopo della manifestazione del 12 ottobre? Cosa chiedete e soprattutto come pensate di ottenerlo?
Lo scopo della manifestazione del 12 ottobre è creare una piattaforma di militanti attivi che combattano per la sovranità nazionale. Chiediamo la totale attuazione della costituzione del 1948, chiediamo che (per rispetto) elementi quali Borghi o Bagnai, e lo stesso salvini, si dimettano se non hanno realmente in programma l’uscita dall’ue e l’attuazione letterale della carta fondante del nostro Patto Sociale.
10-Come pensate di poter conciliare sovranismo ed internazionalismo?
Concludiamo con una frase di Dimitrov “Il cosmopolitismo senza patria, che nega il sentimento nazionale e l’idea di patria, non ha nulla da spartire con l’internazionalismo proletario.” La dicotomia esiste solo nella testa di chi, avvelenato dall’ideologia liberista che predica flessibilità e mobilità assolute, ha abbandonato la vita sociale e comunitaria per dedicarsi ad uno sterile “progressismo” che nei fatti sa di ritorno al Medioevo.

Orwell nell’ Italia giallo-“rossa” del XXI secolo

Nel suo capolavoro, 1984, George Orwell descrive la pratica del “bipensiero” fondamentale in qualsiasi regime.

Il “bipensiero” consiste nella volontà e nella capacità di sostenere un’idea e il suo opposto dimenticandosi nel medesimo istante, il cambio di opinione e perfino l’atto stesso di dimenticare.

Questa pratica viene messa in atto da tutti i cittadini “Ortodossi” dell’Oceania che quando quest’ultima è in guerra con l’Estasia e alleata con l’Eurasia pensano che sia sempre stato così e nell’istante in cui cambiano schieramento si dimenticano ovviamente il precedente avversario e il precedente alleato.

E in Italia?

In Italia abbiamo assistito ad un governo composto da due forze sì diverse, ma sicuramente alleate per tutta la durata del mandato, come la lega e il movimento 5 stelle, che non hanno mai esitato a scagliarsi,unite come una sola voce, contro il “nemico” di sempre, il PD.

I cinque stelle, spacciandosi per movimento capace di cambiare le regole politiche del nostro paese, si sono più volte scagliati contro, spesso anche giustamente bisogna ammetterlo, tutti coloro che rappresentavano il vecchio sistema italiano.

Poi però di colpo qualcosa è cambiato.

Dopo aver vinto le elezioni i cinque stelle hanno avuto bisogno di formare un governo con una forza politica “nemica” ed hanno scelto la lega. Questo però non ha portato solo ad un contratto di governo ma ad una vera e propria alleanza con quello che ormai non solo non era più il nemico, ma non lo era mai stato.

Il governo alla fine è caduto e adesso, sia dal presidente del consiglio Giuseppe Conte che da alcuni membri di spicco del partito pentastellato, sono partiti forti attacchi alla Lega e a Salvini, accusati di aver, per tutta la durata del governo, sabotato l’operato dei cinque stelle.

Accuse ovviamente sorte solo ora.

Addirittura siamo arrivati ad una  alleanza fra il PD, “il partito di Bibbiano”,  e il M5S che si è sempre dichiarato nemico spietato dei dem, dimenticandosi così di tutti gli insulti e attacchi che si sono scagliati a vicenda in questi 14 mesi di governo.

Pieno stile “bipensiero”.

Anche il PD e la Lega, nemici di sempre, si sono uniti in maniera meno apparente e sicuramente più subdola.

Vi ricordate la mozione a favore della Tav che ha portato alla crisi di governo?

Ebbene assieme alla Lega a FdI e a Forza Italia si è schierato proprio il PD, nonostante si fosse schierato con il M5S appena qualche giorno prima  per quanto riguarda Ursula Von der Leyen.

Il PD e le destre inoltre si sono dimostrati grandi alleati quando si richiedeva a tutte le forze politiche di riunirsi in difesa del sistema liberale e anticomunista, basti pensare alla posizione dei partiti italiani e al voto riguardo la risoluzione anticomunista, dove i democratici non hanno esitato a schierarsi con la destra.

Insomma il “nemico” di ieri è l’alleato di domani.

L’unico modo per uscire da questo meccanismo di alleanze è riconoscere la sostanziale uguaglianza fra partiti e leader che si scontrano non per differenze ideologiche o politiche ma per resoconti personali e per giochi di potere, cercando di riporre le nostre speranze in un movimento realmente popolare che tenti di rompere le catene e i vincoli dell’attuale sistema politico italiano, abbandonando il “bipensiero” orwelliano e abbracciando una forma ormai scomparsa di coerenza ideologica.

(Articolo di Pietro)

Censura del comunismo: la classe dominante ricomincia a tremare

“Uno spettro si aggira per l’Europa – lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si uniranno in una santa caccia all’ultimo respiro per sconfiggere questo spettro”. Questa frase, la celebre introduzione del manifesto del Partito comunista, che pareva aver oramai perso significato dopo la crisi internazionale del comunismo, sta per ritornare ad essere attuale. L’Unione Europea, infatti, sta facendo passare una legge per equiparare il comunismo al nazifascismo in quanto totalitarismo. Bisogna precisare in primis che questo paragone è del tutto sbagliato, in quanto il nazifascismo si è rivelato come una spietata macchina di morte, bloccata proprio dagli stessi comunisti. La richiesta della legge è stata proposta dai parlamentari di estrema destra Ungheresi, Polacchi e Ucraini, e tra i partiti italiani si stanno rendendo complici di questo vergognoso attentato alla libertà di parola Fratelli d’Italia, la lega e il partito “democratico”. Questo è un chiaro segnale che il comunismo, a 30 anni dal crollo del baluardo del socialismo, sta cominciando a riprendere voce; ed ecco che le grandi potenze Europee (e non) stanno già cominciando a collaborare per sconfiggere lo spettro che pian piano riprende corpo (il PC di Rizzo, per esempio, alle ultime elezioni è emerso con lo 0,81% dei voti, e secondo i voti ora sta velocemente salendo). Ora che la classe dominante sta ricominciando a temere il comunismo, restare uniti e compatti tra compagni è più necessario che mai, tanto quanto lo è continuare a mostrare la falce e il martello fieramente. Il capitalismo, che si è chiaramente dimostrato fallimentare, soprattutto negli anni in cui la lotta operaia si era afflievolita, ha ricominciato a divorare il mondo causando scontento: e ora sta arrivando il momento per la classe borghese e per gli usurpatori di pagare per i loro crimini.

(Articolo di Riccardo)

Idlib: scontro finale tra Ankara e Damasco.

Mentre le truppe turche si trovavano a Maharatat, sud di Idlib, gli jihadisti hanno attaccato improvvisamente le posizioni dell’esercito siriano a Khan Sheikun, sempre a Sud. Per risposta le forze governative hanno lanciato un’ offensiva a Maaret-Naaman, a 25km di distanza; nel frattempo sono scoppiati aspri scontri a Salumya, Tell-Merek, Jadiwa e Shim El-hawa. I terroristi, nella spernza di riprendere il controllo dei villaggi perduti, hanno aperto il fuoco d’artiglieria sui corazzati delle forze lealiste, infliggendogli divese perdite; di contro, in aiuto dell’esercito, é intervenuta l’aviazione.

Mentre l’esercito governativo tentava di respingere l’attacco islamista ad Abu Dhali, l’alleanza jihadista dell’HTS ha lanciato un attacco suicida. In piena risposta le forze forze del regime siriano hanno attaccato le roccaforti islamiste a sud della provincia, distruggendo completamente la loro linea difensiva.

Ad Abu Dhali i terroristi hanno perso 2 veicoli corazzati, ma le perdite più pesanti sono state subite ad Al-Taman, dove sono morti circa 20 militanti; inoltre l’aviazione siriana ha colpito i terroristi a Jarnaz, Kafar Sayn, Al-Taman e Maaret Al-Numan. Tuttavia, delle milizie filo turche hanno attaccato le forze siriane a Khan Sheikun e ad Al Salmiya.

Infine, secondo l’analista Stefano Orsi, le unità speciali siriane Tigre sono entrate a Kuwain al Kabyr e non si sono fermate, proseguendo fino a conquistare i centri agricoli di Al Tamnah e avanzando in profondità prim di prendere il conrtrollo del villaggio di Ard az Zurzur.

(Articolo di Samy)

Cuba:un baluardo dell’ anti-imperialismo

Tutti noi siamo consapevoli del fatto che la nazione caraibica, oltre al piacevole e tropicale clima ed alle splendide spiagge, è ormai nota per la sua fiera opposizione all’imperialismo americano, il quale ha criminalmente attaccato la piccola ed indifesa isola, strozzandone in modo irreparabile l’economia, sin dal trionfo della Rivoluzione. Mio scopo in tale articolo è quello di fornire dati, statistiche ed osservazioni, tenendo sempre in considerazione il criminale blocco economico che danneggia irreparabilmente la piccola nazione da circa 57 anni, per poter comprendere qualcosa (il mio scopo non è infatti quello di essere esauriente) della situazione presente nel paese caraibico, evidenziandone i grandi successi raggiunti negli ultimi 60 anni.  Andiamo ad analizzare brevemente i danni che il blocco ha cagionato a Cuba:

Innanzitutto bisogna precisare che in questo momento il blocco economico si limita agli alimenti ed alle medicine, solo che, nel 1962, con l’amministrazione Kennedy, esso venne ampliato a tutte le forniture di cui Cuba necessitava. Nonostante ciò, l’isola caraibica riuscì a subire in misura minore gli effetti dell’embargo mediante l’integrazione nel Blocco Socialista e l’ingresso nel COMECON. Dopo l’attuazione della perestrojka gorbacioviana e dell’ inizio di una vera e propria collaborazione tra gli Usa e l’Urss, la situazione del paese iniziò a peggiorare. Cuba, infatti, era praticamente dipendente dall’ Unione Sovietica, nazione che forniva al paese il petrolio, gran parte degli alimenti ed il personale tecnico. Inoltre, va ricordato che Cuba intraprendeva l’85% dei suoi commerci con l’Urss. Dopo la caduta di quest’ultima e l’estinzione del blocco socialista, gli effetti furono tragici. Prima di concentrarci sul periodo di grande crisi avutosi soprattutto negli anni ‘90(ma che vi è, anche se in misura minore, anche adesso) andiamo a vedere la panoramica generale degli effetti dell’embargo:

Secondo i dati forniti nel 2013 dal Prof.Lambrani, docente alla Sorbona di Parigi ed uno degli autori del libro “The Economic War Against Cuba”, questo embargo è costato all’isola 751 miliardi di dollari, andando a colpire tutte le categorie della popolazione cubana, specialmente gli anziani, i bambini e le donne. Il blocco economico, spesso chiamato “El Bloqueo”, causa degli effetti devastanti soprattutto sulla salute e sull’alimentazione, anche se in generale coinvolge tanti altri settori dell’economia cubana. Vediamo quali sono gli effetti dell’embargo sulla sanità del Paese:

“ * I bambini cubani affetti da cancro della retina non possono ricevere un trattamento efficace perché i microscopi chirurgici e le altre attrezzature necessarie per questo trattamento sono venduti esclusivamente dalla società americana Iris Medical Instruments.

* L’Istituto Nazionale di Oncologia e Radiobiologia dell’Avana non può utilizzare placche di isotopi radioattivi per il trattamento del carcinoma della retina in quanto venduti esclusivamente da società statunitensi, richiedendo quindi ai medici di rimuovere del tutto gli occhi colpiti dal carcinoma anziché curarli e preservarli.

* A quasi 1600 cubani all’anno viene negata un’efficace diagnosi di tumori cancerosi perché Cuba non può ottenere la necessaria tomografia a coerenza ottica di fabbricazione tedesca – un articolo proibito dall’embargo perché contiene alcuni componenti di fabbricazione americana.

* Ai cubani viene negato il farmaco temozolomide (Temodar) necessario per il trattamento efficace dei tumori del sistema nervoso centrale.

* Ai bambini cubani viene negato il vantaggio del dispositivo Amplatzer prodotto negli Stati Uniti che potrebbe aiutarli a evitare la chirurgia a cuore aperto.

* Ai cubani sono stati negati 4,1 milioni di dollari per il trattamento di AIDS, tubercolosi e malaria quando questi soldi sono stati sequestrati dagli Stati Uniti da una ONG che aveva stanziato quei soldi per Cuba.

* Ai cubani sono stati negati i fondi designati dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo del sistema sanitario di Cuba, dato che quei soldi furono sequestrati dagli Stati Uniti

* Ai cubani vengono negati i farmaci critici per il trattamento del carcinoma osseo e dell’HIV AIDS. “

Secondo una relazione inerente gli effetti negativi del blocco,(http://www.cubavsbloqueo.cu/sites/default/files/InformeBloqueo2017/informe_de_cuba_sobre_bloqueo_2017_ingles.pdf) risalente al 2017, l’embargo non consente agli ospedali cubani di importare attrezzature o tecnologie all’avanguardia dagli Stati Uniti. Cuba ha quindi dovuto inviare gruppi di pazienti in ospedali stranieri, pagando 1.066.600 dollari. Impossibile importare farmaci e attrezzature mediche dagli Stati Uniti, Cuba deve trovarli in paesi terzi. Tale obbligo comporta prezzi maggiorati e spese supplementari per assicurazione, trasporto, deposito e pagamenti agli intermediari. Le spese extra per l’assistenza sanitaria, a causa del blocco, sono ammontate a $ 87 milioni durante un anno. Si può quindi evincere che Cuba, a causa del terribile blocco economico statunitense, non dispone delle necessarie attrezzature mediche per poter trattare determinate malattie. Nonostante tali macchinari si possano comprare anche in altre nazioni, ciò richiede enormi costi aggiuntivi. Spesso, proprio a causa del blocco americano, l’attuazione di tale pratica si rivela vana, in quanto il governo statunitense impone pesanti sanzioni alle aziende che intrattengono relazioni con Cuba, come ad esempio può essere dimostrato dal rifiuto da parte dell’azienda Promega di vendere medicinali all’isola caraibica a causa delle eventuali sanzioni che potevano essere applicate dal Ministero americano del Tesoro. Caso analogo è quello dell’azienda tedesca Eckert & Ziegler Radiopharma Gmbh, la quale non ha potuto fornire un dispositivo utilizzato per diagnosticare il cancro alla prostata proprio a causa del Blocco.

Inoltre, secondo un rapporto pubblicato nel 2013(https://www.scielosp.org/article/ssm/content/raw/?resource_ssm_path=/media/assets/rcsp/v39n2/spu10213.pdf), Cuba non può né importare né esportare prodotti dagli e negli Usa e non può(questo però fino al 2016) utilizzare il dollaro statunitense nelle transazioni , inclusi i pagamenti all’ONU ed ad altre istituzioni internazionali. I rapporti di Cuba con le banche e le società dei paesi terzi sono andati male molto tempo fa. Il rapporto del 2017 sottolinea che il “blocco non è una questione bilaterale tra gli Stati Uniti e Cuba. Il suo carattere extraterritoriale persiste ed è pienamente attuato, con assoluta impunità e in aperta violazione del diritto internazionale “. Financo la negoziazione con sussidiarie di imprese americane presenti in paesi terzi è quasi impossibile. Per meglio approfondire i danni sulla sanità cubana cagionati dal blocco economico, consiglio vivamente di consultare i seguenti links:

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Dopo aver affrontato la sanità, fornirò qualche altro dato inerente “El Bloqueo” e successivamente analizzeremo i successi conseguiti da Cuba.

La seguente immagine ci offre un’ottima visione dei danni dell’embargo cagionati all’economia cubana nel periodo 2016-2017:


Dal grafico sopra riportato si possono ben constatare i grandi limiti allo sviluppo del paese imposti dal blocco. Settori fondamentali come la sanità, l’agricoltura, l’alimentazione, il commercio e l’istruzione sono ostacolati dal criminale embargo.

Secondo il rapporto del 2017, il blocco economico ostacola inoltre gli scambi educativi, priva le scuole e le università di software per computer con licenza statunitense e causa la carenza di attrezzature di laboratorio. Gran parte dell’attrezzatura necessaria per i programmi sportivi, culturali e artistici di Cuba è disponibile anche in paesi terzi – a un costo elevato – e spesso non è disponibile. Per quanto concerne l’alimentazione, Cuba ha perso quasi $ 348 milioni (periodo 2016-2017), a causa dell’embargo. I produttori di alimenti cubani importano il 70 percento delle attrezzature e delle materie prime di cui hanno bisogno. Dover fare affidamento su località distanti aumenta le spese e richiede che Cuba abbia a portata di mano grandi inventari.

Per poter meglio approfondire la storia e le conseguenze del “Bloqueo” su Cuba, invito caldamente a consultare i seguenti articoli (oltre a quelli linkati in precedenza):

https://www.telesurtv.net/news/cuba-consecuencias-bloqueo-estados-unidos–20181019-0043.html

http://misiones.minrex.gob.cu/es/articulo/como-afecta-al-pueblo-cubano-el-bloqueo

file:///C:/Users/Admin/Downloads/The-Economic-War-Against-Cuba-A-Historical-and-Legal-Perspective-on-the-U-S-Blockade.pdf

Dopo aver terminato questo lungo, ma necessario, approfondimento inerente i danni causati dal blocco economico, possiamo analizzare i grandi successi conseguiti da Cuba, tenendo sempre conto dell’embargo precedentemente menzionato.

Iniziamo parlando del cosiddetto “fiore all’occhiello” dell’isola: la sanità.

Sin dal trionfo della Rivoluzione, uno degli scopi del nuovo governo venne costituito dall’attuazione di massicce campagne di vaccinazione della popolazione cubana, la quale non disponeva di un adeguato trattamento sanitario. Nel 1962, l’80% di tutti i bambini sotto i 15 anni fu vaccinato contro la poliomielite in 11 giorni. Nel 1970, ci volle un giorno per lo stesso sforzo nazionale. La malaria fu sradicata nel 1967, così come la difterite nel 1971. Senza ripercorrere ed analizzare la lunga storia e le diverse tipologie in cui è stato organizzato il sistema sanitario nazionale, si può tranquillamente asserire che Cuba è ormai divenuta un esempio globale nel campo della sanità. Essa ha dimostrato che anche un paese relativamente povero e sottoposto ad un embargo criminale da parte della prima potenza mondiale può efficacemente sviluppare un sistema sanitario efficiente, tenendo sempre conto del fatto che vi è un embargo economico totale sulle attrezzature sanitarie straniere, democratico e che si prenda cura di tutti i suoi cittadini.  Il sistema sanitario cubano, infatti, è un sistema che ha da sempre messo prima le esigenze del popolo rispetto al profitto, a differenza di quanto spesso accade nelle cosiddette “democrazie occidentali”. Cuba, infatti, nonostante le sue finanze limitate e l’impossibilità di acquistare adeguate attrezzature mediche ed all’avanguardia, si è da sempre impegnata per rendere accessibile la sanità a tutta la popolazione. Una maggiore accessibilità ha indi portato all’adozione di un sistema sanitario universale, in grado di fornire al popolo cubano prestazioni eccellenti e senza precedenti. Un’ altra caratteristica della sanità di questo paese è costituita dall’innovazione, come tra l’altro affermato da questo articolo (https://www.huffingtonpost.es/2016/04/07/innovaciones-medicina-cuba_n_9580294.html), e dall’ingegno.  La politica cubana infatti assegna grandi quantità di finanziamento alla ricerca. La nazione caraibica finanzia una percentuale di tutti i costi relativi alla salute, nonché una parte dei suoi programmi di ricerca e formazione. Anche questo nasce per necessità; a causa degli Stati Uniti e delle sue trasgressioni indotte dall’embargo contro le povere nazioni insulari, molte vaccinazioni dovevano essere sviluppate internamente, piuttosto che scambiate, con altre nazioni. La sanità cubana è inoltre stata riconosciuta come un modello da seguire da parte dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità, il cui direttore generale ha proferito le seguenti parole: “Posso solo ringraziare Cuba per il modello di sistema sanitario che possiede, che lo rende tra i migliori al mondo” (Link articolo: https://instituciones.sld.cu/cpicmmtz/oms-el-sistema-de-salud-de-cuba-es-un-modelo-para-el-mundo/)

Nonostante il terribile blocco economico, l’efficiente sanità ha innanzitutto consentito al popolo cubano di godere di una aspettativa di vita molto alta, pari a 79,74 anni (maggiore rispetto a quella statunitense, che si assesta a 78,64 anni). Grande impegno si è avuto nella lotta alla mortalità infantile, la quale (dati del 2018) è pari a 4 morti su 1.000 nascite (migliore rispetto agli Usa, che nello stesso anno presentavano 5.9 morti ed incomparabilmente superiore alla media dell’America Latina )

La grande lotta alla mortalità infantile è inoltre confermata dal seguente grafico del 2017, che rappresenta la mortalità infantile per 1.000 nascite delle nazioni dell’America Latina e di quelle Caraibiche:

Cuba, inoltre, vanta il più basso tasso di prevalenza dell’HIV nelle Americhe. C’è un medico per ogni 220 persone nella nazione – ” uno dei rapporti più alti del mondo, rispetto a uno per ogni 370 in Inghilterra “(2013). L’assistenza sanitaria è basata sulla comunità, orientata alla prevenzione, olistica e gratuita.  

Cuba ha inoltre ricevuto i complimenti da parte dell’ex segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan, il quale ha affermato che “Cuba dimostra quante nazioni possono fare con le risorse che hanno se si concentrano sulle giuste priorità: salute, istruzione e alfabetizzazione”.

Secondo un rapporto MEDICC pubblicato nel 2007(http://www.medicc.org/resources/documents/Cuban%20Health%20System%20HEALTH%20PROFILE.pdf) l’isola caraibica è stata la prima nazione a:

  • Debellare la poliomielite (1962)
  •  Debellare completamente il morbillo(1996)

Il paese, inoltre, ha il più basso tasso di AIDS nelle Americhe ed il tasso più alto di trattamento e di controllo dell’ipertensione al mondo. Ciò è inoltre confermato da un vecchio, ma interessante, rapporto dell’International Journal for Epidemiology (https://academic.oup.com/ije/article/35/4/817/686547#12036456)

Cuba, inoltre, offre una formazione medica completa gratuita (compresi vitto e alloggio) per centinaia di studenti provenienti da tutto il mondo, con particolare attenzione all’Africa, ai Caraibi e all’America Latina. Con oltre 10.000 studenti attuali(2013), la Escuela Latinoamericana de Medicina potrebbe essere la più grande scuola di medicina del mondo. La qualità della formazione è di classe mondiale: la scuola è completamente accreditata dal Medical Board of California, che ha i più severi standard statunitensi. L’unico obbligo contrattuale per gli studenti è che, dopo aver completato la loro formazione, tornino nelle loro comunità e usino le loro abilità per servire le persone. Un’altra dimostrazione che il socialismo implica un livello di umanità, compassione e altruismo con cui il capitalismo semplicemente non può competere. La nazione caraibica ha inoltre più volte dimostrato il suo genuino internazionalismo proletario, soprattutto nel settore sanitario. Celebre è infatti la cosiddetta “Operacìon Milagro”, con la quale Cuba ha contribuito a ridare la vista a milioni di persone nei Caraibi ed in America Latina (http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/8059287.stm). La nazione può inoltre vantare un numero enorme di medici che lavorano in altri paesi del Sud del mondo , contribuendo a diffondere le competenze conquistate a Cuba nel campo del salvataggio di vite umane. “Un terzo dei 75.000 medici di Cuba, insieme ad altri 10.000 operatori sanitari, lavora attualmente in 77 paesi poveri”.

Un altro grandissimo successo della Rivoluzione cubana è costituito dall’istruzione. Sin dall’inizio, infatti, una grande priorità del nuovo governo socialista e popolare è stata l’istruzione e la lotta all’analfabetismo, quest’ultimo assai diffuso nella Cuba pre-rivoluzionaria.

“Nel 1958, il 23,6% dei cubani di età pari o superiore ai 15 anni era analfabeta. Nel 1989, soprattutto grazie alla massiccia campagna di alfabetizzazione avutasi nel 1961, il 99,2% degli adulti di età pari o superiore a 15 anni era alfabetizzato ( Cabello et al. , 2012).  I tassi di iscrizione nel 1958 erano del 54% nella scuola primaria, del 29% nella scuola secondaria e del 4% nell’istruzione superiore, nel 1989 erano aumentati rispettivamente al 92%, 70,3% e 25% ( Cabello et al. , 2012). Gli anni medi di scolarizzazione furono di 3,5 anni nel 1958, nel 1989 erano aumentati a 7,8 anni ( Cabello et al. ,2012). La percentuale di studenti che raggiunse la quinta elementare nel 1958 era solo del 3,5%, nel 1989 era del 99% ( Cabello et al. , 2012). La percentuale della popolazione con studi universitari è aumentata dallo 0,8% nel 1958 al 5% nel 1989 ( Cabello et al. , 2012)”. (Dati presi da https://bitacoradeoctubre.wordpress.com/2019/01/06/breves-consideraciones-sobre-la-economia-cubana-1959-1989/)

Alcuni dati e statistiche sull’istruzione:

“Nel 2015 è stata presentata l’edizione del Rapporto di monitoraggio globale EFA, preparato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), in cui viene rivelato lo stato dell’istruzione nei 140 paesi, in ossequio a quanto stabilito dal Dakar World Education Forum nel 2000. Secondo i risultati, Cuba è l’unico paese che ha raggiunto tutti gli obiettivi.

In termini di servizi per la prima infanzia, Cuba è il secondo paese dell’America Latina con i migliori risultati, dietro il Cile, e il sesto paese nello spettro dei paesi selezionati dal rapporto, dietro Cile, Francia, Germania, Malta, Belgio e la Spagna.

Il rapporto indica che Cuba è uno dei 24 paesi che hanno raggiunto un tasso lordo di iscrizione (TBE) nell’istruzione prescolare dell’80% o superiore prima del 1999 e lo hanno mantenuto, essendo l’unico paese latinoamericano a integrare questo elenco, nel quale si trovano anche per esempio Germania, Spagna, Svizzera, Tailandia e Bielorussia.

Per quanto riguarda l’istruzione primaria universale, Cuba ha già raggiunto nel 1999 una percentuale del 97% o superiore ed è riuscita a mantenerla, insieme ad altri paesi come Belgio, Cipro, Spagna o Francia. Nel frattempo, alcuni paesi che sono lontani dall’obiettivo e hanno persino presentato una battuta d’arresto sono Costa d’Avorio, Gambia e Paraguay, tra gli altri. Allo stesso modo, il tasso di ripetizione cubano nell’istruzione primaria è aumentato dall’1,6% nel 1999 allo 0,6% nel 2012.

La qualità dell’educazione cubana:

Cuba si colloca al 28 ° posto tra i paesi che hanno raggiunto o stanno per raggiungere l’istruzione per tutti nel loro insieme (0,95-1,00). Le prime 5 posizioni sono occupate da Regno Unito, Giappone, Norvegia, Svizzera e Finlandia, mentre la Spagna si trova alla quindicesima. È anche il primo paese dell’America Latina ad essere tra quelli con il più alto IDE, seguito dall’Uruguay nella quarantesima posizione.

Anche la spesa pubblica per l’istruzione è motivo di preoccupazione nella maggior parte dei paesi, sebbene Cuba sia un’eccezione, dato che ha aumentato la sua percentuale di prodotto nazionale lordo (PNL) per il settore dal 6,9% nel 1999 al 13% nel 2012.

Per quanto riguarda il numero di studenti cubani per insegnante nell’istruzione primaria, tale cifra è ben al di sotto della media di 40, si avvicina a 10 studenti per insegnante e il numero di studenti per insegnante è inferiore a 10. Questa cifra è sorprendente se consideriamo che ci sono paesi come il Togo o la Guinea-Bissau che raggiungono 120 e 130 studenti per insegnante.” (Dati presi da https://criticamarxista1.blogspot.com/2019/06/progresos-socio-economicos-de-cuba.html)

Cuba è inoltre un paese che è riuscito a sradicare completamente il razzismo, terribile fenomeno assai diffuso nella Cuba pre-rivoluzionaria, dove gli afro-cubani soffrivano di una vera e propria apartheid. A loro erano destinati i lavori peggiori, gli alloggi peggiori e l’istruzione peggiore. Essi usufruivano di un accesso differenziato ai parchi, ai ristoranti ed alle spiagge. La Rivoluzione diede il via a massicce campagne di lotta al razzismo. Nel Marzo del 1959, solo due mesi dopo dall’instaurazione del governo rivoluzionario, Fidel Castro si espresse più volto contro il razzismo, manifestando una ferma volontà a sradicare tale diffuso fenomeno.

L’impegno nella lotta al razzismo ha portato i suoi frutti, ovvero enormi vantaggi nell’integrazione e nel perseguimento dell’uguaglianza razziale. Isaac Saney scrive: “Si può sostenere che Cuba ha fatto più di qualsiasi altro paese per smantellare il razzismo istituzionalizzato e generare armonia razziale”.

Un altro grande traguardo raggiunto da Cuba è costituito dalla lotta per l’uguaglianza di genere. Il 48,6% del Parlamento della nazione è composto da donne, secondo quanto asserito dalla diplomatica cubana Norma Goiochea al Forum Unione Europea-America Latina nel 2016(http://it.granma.cu/mundo/2016-02-09/lintegrazione-della-donna-in-cuba-esposta-nel-parlamento-europeo).

Il Paese si piazza quindi al terzo posto nella Classifica mondiale inerente la presenza delle donne nel Parlamento, preceduto solo da Bolivia e Ruanda. Inoltre, Il 64% dei posti universitari è occupato da donne(2013). “Le donne cubane comprendono il 66% di tutti i tecnici e professionisti a livello medio e superiore del Paese(2013). “Alle donne viene concesso un congedo di maternità di 18 settimane a pieno titolo, con un congedo esteso al 60% fino al compimento del primo anno di età.

Un recente rapporto del Center for Democracy in the Americas con sede negli Stati Uniti (per nulla una fonte non critica) ha osservato : “Con diverse misure, Cuba ha raggiunto un elevato standard di uguaglianza di genere, nonostante la reputazione del paese per il machismo, un latino Variante americana del sessismo. Save the Children classifica Cuba al primo posto tra i paesi in via di sviluppo per il benessere di madri e bambini, sottolinea il rapporto. Il World Economic Forum colloca Cuba al 20 ° posto su 153 paesi in termini di salute, alfabetizzazione, status economico e partecipazione politica delle donne – davanti a tutti i paesi dell’America Latina ad eccezione di Trinidad e Tobago(2013).”( https://www.invent-the-future.org/2013/07/20-reasons-to-support-cuba/)

Altro grande successo raggiunto dalla Rivoluzione è stato quello di rendere Cuba l’unica nazione che presenta un autentico sviluppo ecosostenibile, secondo un rapporto del WWF.

Il paese è inoltre riuscito a raggiungere un Indice di Sviluppo Umano (ISU) pari allo 0,777. Come ben sappiamo Cuba è sottoposta ad un crudele blocco economico che a partire dal 1962 ha strozzato irreparabilmente l’economia della nazione.

“Come sarebbe oggi l’HDI di Cuba senza questo blocco soffocante?

Facendo un confronto con l’HDI della Spagna, puoi vedere che ha raggiunto 0,891 senza alcun blocco economico. Cuba è riuscita a raggiungere lo 0,777 dopo decenni di duri blocchi.”

Insomma compagni, Cuba ci dimostra sempre di più che, mediante il socialismo, anche un paese povero e sottoposto ad un durissimo blocco economico da parte della Prima Potenza mondiale può raggiungere grandissimi risultati.

Consiglio caldamente di consultare i seguenti link, in particolare i primi due:

https://criticamarxista1.blogspot.com/2019/06/progresos-socio-economicos-de-cuba.html

https://bitacoradeoctubre.wordpress.com/2019/01/06/breves-consideraciones-sobre-la-economia-cubana-1959-1989/

https://academic.oup.com/ije/article/35/4/817/686547#12036456 (vecchio ma utile)

(Articolo di Piergiorgio)

Nuovo attacco israeliano in Medio Oriente


Negli scorsi giorni Israele ha compiuto numerosi attacchi tramite droni colpendo il Libano, la Siria, l’Iraq e ovviamente Gaza.
Nel silenzio dei media occidentali lo stato israeliano sta portando avanti il genocidio del popolo palestinese, reo di non voler abbandonare il proprio territorio e la propria patria, affiancato da numerosi attacchi a tutti gli stati del medio oriente che in qualche modo sono alleati dei palestinesi o che comunque hanno provato ad opporsi all’imperialismo sionista filo-americano.
Gli obbiettivi di Israele sono molteplici;
in primo luogo vuole impedire all’Iran di avvicinarsi alla frontiera, mentre sul piano internazionale, cerca in ogni modo di evitare la via diplomatica fra USA e Iran e di mettere in guardia ogni possibile sostenitore del popolo palestinese.
Non dimentichiamoci inoltre che si avvicinano le elezioni e in Israele un attacco verso i palestinesi è sempre un buon modo per ottenere voti.
Insomma il premier Netanyahu, adottando il metodo Erdogan che aumentò i suoi consensi proprio grazie ad un’offensiva sulla minoranza curda, spera di rimanere al potere almeno per altri 4 anni.
Potrebbe essere una mera mossa politica per far crescere i voti del suo partito ma i rischi che scoppi una nuova guerra in medio oriente sono concreti, e siamo sicuri che lo stato di Israele voglia evitarlo?
Innanzitutto la guerra è un business che andrebbe a giovare sicuramente sulle casse israeliane e poi Israele, in caso di guerra, avrebbe un pretesto per concludere ciò che ha iniziato: lo sterminio ingiustificato di un popolo con il fine dell’estinzione di quest’ultimo.
Pieno stile nazista.
Infatti pochi sanno che il movimento sionista è nato molto prima della fine della seconda guerra mondiale.
Già negli anni venti è nato il primo movimento terroristico sionista, Palmach, che faceva parte dell’esercito clandestino Haganah, il quale lottava per la creazione dello stato di Israele.
Tempo una decina d’anni e, dopo varie scissioni, erano presenti tre gruppi sionisti terroristici:
il già citato Palmach,l’Irgun e lo Stern.
La palestina era sovraffollata e bisognava fare posto ai nuovi immigrati ebrei provenienti dall’Europa quindi si susseguirono attacchi verso i palestinesi che venivano sterminati senza rimorso dai terroristi israeliani.
Nel frattempo appena l’ONU aveva dichiarato, nel 1948, la nascita dei due stati, scoppiò la prima guerra arabo-palestinese che vedeva molti stati arabi, come la Siria, l’Egitto, il Libano, la Transgiordania, l’Iraq e L’Arabia Saudita, dare supporto al popolo palestinese.
La guerra però si concluse con una sconfitta degli eserciti arabi e un conseguente armistizio che sanciva la nascita di un solo stato: quello di Israele.
Si sono susseguiti numerosi scontri nel corso del secolo scorso fra Israele e gli altri stati del medio-oriente dove lo stato sionista è riuscita a dimostrare, grazie anche al supporto occidentale, tutta la sua superiorità militare; Degne di nota sono la guerra contro l’Egitto del 1956 e quella contro il Libano del 1978.
Tutt’ora Israele alterna attacchi al popolo Palestinese ad attacchi verso le altre potenze nemiche, e non contenta sembra voler scatenare una vera e propria guerra contro gli stati limitrofi e nel contempo togliere gradualmente spazio vitale ai palestinesi fino a rinchiuderli in una prigione a cielo aperto.

La popolarità di Matteo Salvini.

La popolarità di Matteo Salvini
La Lega è al momento il partito più amato dagli Italiani, con un 31-33% registra un notevole calo dovuto alla crisi di governo e alle dimissioni del presidente Conte rispetto al 38% raggiunto dal partito di Matteo Salvini lo scorso mese.
Il partito prese alle scorse elezioni il 17% dei voti totali e principalmente grazie al leader Matteo Salvini dopo 14 mesi di governo arrivò al 38% nonostante il pessimo lavoro svolto. In un paese normale ovviamente sarebbe stato gravemente condannato dall’opinione pubblica, com’è possibile che abbia conseguito tali risultati?
Sostanzialmente è perché il Ministro dell’Interno, in quest’anno e poco più di governo ha mostrato una grande vicinanza ai suoi elettori, presidiando comizi quasi giornalmente e facendo quindi solo 1,73% di presenze in Parlamento (57 su 3286) quando invece la media dei Senatori è dell’85,2%.
Anche in Viminale (sempre a causa dei suoi comizi) il nostro caro Matteo è stato veramente poco: ha fatto in media 5 presenze al mese.
Ovviamente gli scarsi risultati non si possono ignorare, infatti è stato promotore di sole 2 leggi come primo firmatario, ha fatto solamente una comunicazione in Parlamento ed è intervenuto in tre sole commissioni.
Nonostante l’evidenza è riuscito in qualche modo a convincere gli Italiani a votare Lega, arrivando quasi al 40% nei sondaggi di fine Luglio. In primo luogo ciò è stato reso possibile dall’argomento principale della sua campagna elettorale: l’immigrazione.
Per Salvini è stato estremamente semplice sfruttare lo stereotipo del diverso, criminalizzarlo e renderlo un capro espiatorio dei problemi degli Italiani.
Ha figurato un’immagine di una presunta invasione di massa nella mente degli Italiani quando nel 2017 e 2018 le persone in arrivo erano platealmente calate, passando dal mezzo milione di sbarchi tra il 2014 e il 2017 (in progressiva diminuzione a partire dal 2016), ai soli 23mila del 2018 grazie agli accordi con la Libia presi dal Ministro dell’interno Minniti, che operò principalmente durante il governo Renzi.
Oltre che a propinare fake news in quantità ai suoi elettori ha saputo usare egregiamente i Social, affidandone la gestione al signor Luca Morisi, il quale è un esperto di comunicazione e ha saputo alternare post di vita privata del Sig. Matteo (utili a creare vicinanza all’elettorato) a post di reati commessi da Immigrati, omettendo ovviamente un quasiasi tipo di post su reati commessi da Italiani.
Per fare un esempio, sulla sua pagina Twitter ci sono ben due post di immigrati dediti a compiere atti osceni in luogo pubblico, ma nemmeno uno sui 2/3 casi di Italiani colti in flagrante dalle autorità a commettere questo tipo di reato.
Ovviamente nessuno qui ha intenzione di giustificare il reato compiuto dai 2 immigrati, devono essere puniti sia chiaro. Semplicemente dovete essere onesti intellettualmente e ammettere che l’ormai ex ministro ha strumentalizzato ogni notizia postata sui suoi vari account social accrescendo la sua popolarità a dismisura.
È abilmente riuscito a spostare l’attenzione degli Italiani dai reali e concreti problemi del nostro paese a una fittizia e immaginaria invasione, è riuscito a non far parlare assolutamente del taglio di oltre 150 milioni di euro alla scuola e all’istruzione, a non far parlare del grave calo della produzione industriale Italiana (-1%), è riuscito a evitare che si parlasse della stagnazione del Pil e inoltre lui stesso ha dovuto ammettere che Quota 100 è stato un disastro.
A un certo punto però, l’enorme buco di bilancio causato da questo governo si è palesato con un inevitabile aumento dell’Iva previsto per i mesi di settembre e ottobre, e dato che gli Italiani sarebbero caduti giù dalle nuvole e si sarebbero accorti della vera natura di Salvini, ossia un totale inetto, ha presentato la mozione di sfiducia a Conte per far cadere il governo sperando di non prendersi la colpa delle sue inefficenze.
Tuttavia, i piani del “Capitano” non sono andati secondo le sue previsioni, la Lega è infatti rapidamente passata da un 38% a un 31% nei sondaggi in meno di una settimana e ora si prospetta un governo PD-M5S, che rischia di far rimanere all’opposizione Salvini per ben 5 anni, passati i quali difficilmente avrebbe anche solo il 20% dei voti, conoscendo il popolo Italiano.
Chiaramente quello che succederà è difficile dirlo, in ogni caso questo governo ha segnato profondamente in negativo la storia della democrazia Italiana e ci auguriamo che il popolo non creda mai più nelle vuote ma appetibili proposte e promesse del populismo.

@andreagraxe

ANARCO CAPITALISMO: SFRUTTAMENTO ESTREMO E SENZA CONTROLLI


Le politiche anarco capitaliste prevedono l’abolizione dello stato, della moneta, del concetto di società e l’introduzione del libero mercato senza vincoli. Ma tutto questo, a cosa può portare? Inevitabilmente porterà al completo controllo delle vite degli operai da parte dei capitalisti. Ma in che modo? Ogni capitalista sarà libero di fare ciò che vuole, purché produca. Quindi, di conseguenza, imporrà agli operai orari di lavoro insostenibili per un salario bassissimo. Inoltre, avranno controllo anche sulla scuola, che quindi diventerebbe un privilegio per pochi, per non attuare una presa di coscienza da parte del proletariato. Inoltre, l’inizio ed il termine di un contratto non sarà scelto dall’operaio stesso, ma dal capitalista, che tenterà di sfruttarlo fino alla fine. Il plusvalore esisterà lo stesso, anche senza la moneta, poiché attraverso il baratto, si aumenterà a piacere il valore di scambio della merce prodotta. L’anarco capitalismo viene descritto come via per la vera libertà. Ma la libertà, effettivamente, di chi è? Per i motivi elencati sopra, la libertà sarà solamente del capitalista, ma non degli operai, che diverranno schiavi dei mercati, merce. La vera via per l’emancipazione dei lavoratori e per la libertà universale è il completo raggiungimento del comunismo come descritto da Marx.
Inoltre, spostandoci sulla questione riscaldamento globale, queste politiche (o il capitalismo in generale) potranno fare qualcosa?
Assolutamente no. La parola d’ordine del capitalismo è consumo. Si produce più di quello che si consuma, si compra più di quello che si consuma. Inoltre, alcune cose non sono necessarie. Ad esempio: una bottiglia di plastica per 0,5l d’acqua è inutile, quando potremmo benissimamente usare dei distributori di acqua e delle bottiglie di vetro.
Per questo, con la via economica prettamente marxista, si potranno ridurre i consumi e le produzioni. Lavorare tutti, per lavorare meno e per produrre il necessario.

(Articolo di Alexandro)

Considerazioni sull’ Amazzonia

Recentemente, gran parte della foresta amazzonica, il polmone verde del pianeta, ha preso fuoco, proprio come la Siberia poche settimane prima, che i due eventi siano collegati? Che l’Amazzonia così proprio come la foresta siberiana sia stata volontariamente incendiata? Non è dato saperlo, ma il capitalismo mette i lunghi tentacoli ovunque, per lucrare laddove può, e non per altro ci sta portando all’estinzione, seppur lenta.
In questo caso, le compagnie private brasiliane non hanno tardato a programmare la costruzione di impianti nei quali poter sfruttare le popolazioni indigene che hanno perso la casa per colpa dei roghi.
Che sia anche Bolsonaro coinvolto in ciò? Sarebbe probabile, visto che la mobilitazione dell’esercito viene continuamente rimandata.
In tutto ciò, coloro che dovrebbero più di tutti impegnarsi a combattere tali problemi, si sono limitati a pubblicare una storia Instagram con l’hashtag PrayForAmazonia, la maggior parte solo per ottenere più popolarità nel sovracitato social.
Inoltre, l’ambientalismo senza anticapitalismo è inutile, in quanto le cause del riscaldamento globale si devono alla sregolata industria pesante, spesso privato, e che in questo caso non vede l’ora di mettere le proprie mani su un disastro che dovrebbe riguardarci tutti.

(Articolo di Alessandro)

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